StorageCraft ShadowProtect Italian ReadMe

INFORMAZIONI GENERALI

Il presente file contiene informazioni aggiuntive che integrano il manuale. Leggere tutte le sezioni prima di procedere con l'installazione.

SOMMARIO

1. Requisiti di sistema
2. Installazione e aggiornamento di ShadowProtect
3. Attivazione di ShadowProtect
4. Note generali di utilizzo
5. Funzionalità/Miglioramenti
6. Problemi risolti
7. Problemi noti
8. Codice sorgente CDDL

1. Requisiti di sistema

  • È necessario soddisfare i requisiti minimi del sistema operativo
  • Per avviare un sistema con il CD del Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) è necessario un minimo di 768 MB di RAM fisica. 
  • Per avviare un sistema con il CD del Recovery Environment (Ambiente di ripristino) Legacy è necessario un minimo di 256 MB di RAM fisica.
  • La funzione VirtualBoot richiede 1 GB di RAM disponibile (oltre alla memoria richiesta dal SO e da altre applicazioni).
  • 50 MB di spazio libero su disco rigido per i file di installazione.
  • Unità CD-ROM o DVD

Sistemi operativi supportati

ShadowProtect supporta i seguenti sistemi operativi Windows x86 a 32 bit o x64 a 64 bit (IA64/Itanium non è supportato):

  • Windows Small Business Server 2011
  • Windows Server 2008 R2 Foundation
  • Windows Server 2008 R2 (x64 a 64 bit)
  • Windows Server 2008 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Small Business Server 2008 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows EBS Server 2008 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Server 2003 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Small Business Server 2003 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows 7 (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Vista Home Basic (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Vista Home Premium (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Vista Ultimate (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Vista Enterprise (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows Vista Business (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows XP Media Center (x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows XP Professional (SP2 o superiori, x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows XP Home (SP2 o superiori, x86 a 32 bit e x64 a 64 bit)
  • Windows 2000 Server/Advanced Server (SP4 o superiori, x86 a 32 bit)*
  • Windows Small Business Server 2000 (x86 a 32 bit)*
  • Windows 2000 Professional (SP4 o superiori, x86 a 32 bit)*

* Supporto Windows 2000: Mentre ShadowProtect supporta completamente il backup degli ambienti Windows 2000, la mancanza di supporto hardware e driver dei dispositivi adatti per questo ambiente precedente potrebbe rendere difficile il ripristino dei volumi di sistema. Se si usa Windows 2000, accertarsi di avere i driver di hardware e dispositivi disponibili da usare come destinazione di ripristino in caso di disastro.

Tipi di file system/dischi/volumi supportati

ShadowProtect supporta i seguenti file system:

  • FAT16
  • FAT16X
  • FAT32
  • FAT32X
  • NTFS
  • Dischi MBR
  • Dischi GPT
  • Volumi e dischi basici e dinamici

Supporti di archiviazione supportati

ShadowProtect supporta i seguenti supporti di archiviazione:

  • Unità disco collegate localmente e di rete,
  • SAN
  • NAS
  • iSCSI
  • SCSI
  • USB
  • Firewire
  • Solid State Disks (SSD, Dischi a stato solido)
  • Supporto ottico come CD/DVD/Blu-Ray

2. Installazione e aggiornamento di ShadowProtect

Nelle versioni di ShadowProtect precedenti alla versione 4.2.0, erano presenti file di programmi di installazione separati per ciascuna delle cinque edizioni di ShadowProtect (Desktop Edition/Server Edition/SBS Edition/VM Edition/MSP Edition). Per ciascuna di tali edizioni, erano anche presenti programmi di installazione separati per ciascuna lingua supportata. Questa situazione complessa non esiste più. A partire da ShadowProtect 4.2.0, sono presenti solo due programmi di installazione:

  • ShadowProtectSetup_4.2.7.exe (noto anche come "Installazione standard") - Usare questo programma di installazione se è stato acquistato un numero di serie del prodotto/product key ShadowProtect Desktop Edition, ShadowProtect Server Edition, ShadowProtect SBS Edition o ShadowProtect Virtual Edition in qualsiasi lingua supportata.
  • ShadowProtectSetup_MSP_4.2.7.exe (noto anche come "Installazione MSP") - Usare questo programma di installazione se si è un Managed Service Provider (MSP, Provider di servizi gestiti) e si intende attivare ShadowProtect usando un numero di serie del prodotto/product key in qualsiasi lingua supportata.

Nella maggior parte delle circostanze, è possibile eseguire l'aggiornamento a ShadowProtect 4.2.7 da un'installazione 4.1.5 preesistente, con queste eccezioni:

Installazione su una versione ShadowProtect MSP

Se l'installazione 4.1.5 preesistente è un'installazione MSP, è necessario usare il file di installazione ShadowProtectSetup_MSP_4.2.7.exe per eseguire l'aggiornamento a 4.2.7. 

Installazione su ShadowProtect 4.1.5

Se l'installazione 4.1.5 preesistente è un'installazione Desktop/Server/SBS/Virtual Edition, allora per eseguire l'aggiornamento a 4.2.7 è necessario usare il file di installazione ShadowProtectSetup_4.2.7.exe. 

Non è necessario disinstallare ShadowProtect 4.1.5 prima di installare 4.2.7. Il programma di installazione aggiornerà il sistema da 4.1.5 a 4.2.7 e manterrà le configurazioni dei processi.

Installazione su versioni pre-4.0.5 ShadowProtect

Se il sistema dispone di una versione già installata di ShadowProtect precedente rispetto alla 4.0.5, allora sarà necessario disattivare e poi disinstallare completamente (includendo il riavvio post-disinstallazione) prima di poter installare e attivare ShadowProtect 4.2.7.


3. Attivazione di ShadowProtect

Sarà necessario attivare ShadowProtect prima della scadenza del periodo di prova.  Ogni volta che si esegue un backup, il numero di giorni rimasti nel periodo di prova verrà visualizzato nella cronologia. 

Per attivare ShadowProtect, selezionare Product Activation (Attivazione prodotto) dal menu Help (Guida).  Immettere Serial Number (Numero di serie, product key), Name (Nome) e Organization (Organizzazione, opzionale), e fare clic su OK per l'attivazione online immediata. 

Lingua, piattaforma e numero di serie devono corrispondere

Al momento dell'installazione di ShadowProtect, la lingua del numero di serie del prodotto/product key deve corrispondere alla lingua scelta nella procedura guidata di installazione di 4.2.7. Altrimenti, sarà impossibile per l'agente di ShadowProtect eseguire l'attivazione.  Per le installazioni invisibili all'utente, il file di risposte sull'installazione invisibile all'utente di 4.2.7 fornisce un modo per specificare la lingua di installazione.

Quando si attiva l'installazione standard di ShadowProtect, il tipo di product key (Desktop/Server/SBS/VM) deve corrispondere alla piattaforma.  È possibile usare i product key Desktop Edition solo per attivare ShadowProtect su piattaforme non Server. È possibile usare i product key SBS Edition solo per attivare ShadowProtect nei server SBS o Foundation. È possibile usare i product key Virtual Edition per attivare ShadowProtect nelle macchine virtuali.  È possibile usare i product key Server Edition per attivare ShadowProtect in qualsiasi piattaforma server supportata (Server, SBS, Foundation, ecc). I product key ShadowProtect MSP possono attivare ShadowProtect in qualsiasi piattaforma supportata (tutte le piattaforme workstation e server supportate).

Riattivazione dopo l'aggiornamento a 4.2.7

L'aggiornamento da 4.2.0 o versioni successive manterrà l'attivazione dell'utente. Se si esegue l'aggiornamento da un'installazione 4.1.5 attivata o precedente di ShadowProtect a 4.2.7, sarà necessario riattivare la licenza. 

A tale scopo, dopo aver eseguito l'aggiornamento, andare al menu Help (Guida) dell'interfaccia utente di ShadowProtect. Scegliere la voce di menu "Product Activation" (Attivazione prodotto). Compilare i campi rimanenti (il product key solitamente verrà immesso automaticamente). Fare clic su OK per riattivare. 

Errore durante l'attivazione

** Se si riceve un errore che indica che il server di attivazione di StorageCraft non riesce a comunicare con il sistema e l'utente accede ad Internet tramite un firewall, confermare che il SOAP (Simple Object Access Protocol, Protocollo semplice di accesso agli oggetti) è abilitato nel firewall. **

Versione di prova

Se si installa la versione di prova di ShadowProtect, è possibile installare tutte le applicazioni e creare file delle immagini di backup dei volumi di sistema e di dati.  È anche possibile ripristinare i volumi di dati oppure file e cartelle specifici. Non sarà possibile ripristinare il volume di sistema poiché il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft non è disponibile con la versione di prova.

Al termine del periodo di prova, la versione di prova di ShadowProtect smetterà di funzionare.  Sarà quindi possibile riacquistare ShadowProtect in qualsiasi momento e riattivare l'installazione, con funzionalità complete, senza dover reinstallare il software. Gli eventuali file delle immagini di backup preesistenti saranno accessibili.

Versione di valutazione

StorageCraft offre anche una versione di valutazione di ShadowProtect. La differenza tra versione di prova e versione di valutazione consiste nel fatto che la versione di valutazione include anche il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di avvio di StorageCraft (come file .ISO che è necessario masterizzare in un CD-R).  Il programma di installazione ShadowProtect è identico sia per la versione di prova che per quella di valutazione. Come la versione di prova, è possibile installare tutte le applicazioni e creare i file delle immagini di backup dei volumi di sistema e di dati usando la versione di valutazione. Tuttavia, oltre ai volumi di dati, usando la versione di valutazione è anche possibile ripristinare i volumi di sistema.

Come la versione di prova, al termine del periodo di prova anche la versione di valutazione ShadowProtect smetterà di funzionare.  Sarà quindi possibile riacquistare ShadowProtect in qualsiasi momento e riattivare l'installazione, con funzionalità complete, senza dover reinstallare il software.

Gestione delle licenze di ShadowProtect

Per ulteriori chiarimenti, analizzare il Contratto di licenza con l'utente finale.

 

4. Note generali di utilizzo

Disabilitare l'eventuale software di deframmentazione durante l'esecuzione o la pianificazione di backup incrementali.  Durante i backup incrementali, ShadowProtect traccia le modifiche dei settori. Poiché il software di deframmentazione dei dischi modifica i settori, il backup incrementale successivo potrebbe diventare più grande del previsto, soprattutto se il disco è notevolmente frammentato.

Test del CD del Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft

L'utente deve testare il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft al fine di assicurarsi che venga eseguito in maniera appropriata nel proprio computer.  A tale scopo, avviare il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft dal CD di ShadowProtect.

Se il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft si avvia e viene eseguito come previsto, allora è possibile effettuare le operazioni di ShadowProtect dal Recovery Environment (Ambiente di ripristino):

  • Nel caso in cui il sistema non si avvii, è necessario accedere ad un volume.
  • È necessario ripristinare un volume di sistema da un file di immagine di backup.
  • Si desidera creare immagini di backup a freddo usando il Recovery Environment (Ambiente di ripristino).

Se il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft non si avvia o esegue come previsto, l'utente dovrà verificare quanto segue:

  • Confermare che il sistema è configurato per avviarsi dal CD; che il sistema ha un minimo di 768 MB di RAM fisica (per il Recommended Recovery Environment [Ambiente di ripristino consigliato]) o ha 256 MB di RAM fisica (per il Legacy Recovery Environment [Ambiente di ripristino legacy]). 
  • Confermare che è possibile utilizzare l'opzione Load Drivers (Carica driver) del menu Tools (Strumenti) nel Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) avviato. Se possibile, individuare la directory "Additional_Drivers" nel CD per trovare ulteriori driver di rete e di archiviazione per le macchine fisiche e virtuali.  Per esempio, si supponga di avviare l'ambiente consigliato in un guest VMware. Sarà necessario usare la voce di menu Load Drivers (Carica driver) per caricare entrambi i driver NIC VMware che si trovano nella directory Additional_Drivers del CD.  Dopo aver caricato questi due driver NIC VMware, sarà quindi possibile avviare correttamente i servizi di rete.
  • Verificare di disporre dei driver delle schede delle interfacce di rete (NIC) necessari per accedere alla rete. Contattare il proprio fornitore di NIC per i driver richiesti. Inoltre,  contattare il Supporto tecnico StorageCraft (inviare un messaggio di posta elettronica a support@storagecraft.com) e identificare tali driver in modo che possano essere inclusi nelle build successive di ShadowProtect.
  • Verificare di disporre dei driver di archiviazione necessari per accedere ai dispositivi di archiviazione nel computer. Potrebbe essere necessario caricare tali driver di archiviazione durante l'avvio.  Nella fase di avvio iniziale del Legacy Recovery Environment (Ambiente di ripristino legacy) XP/2003 di StorageCraft, il sistema richiederà di premere il tasto F6 per aggiungere i driver di archiviazione. Una volta premuto il tasto F6, il sistema richiederà di caricare il driver di archiviazione dal disco.
  • Conservare una copia dei driver di archiviazione necessari in un disco, nel caso in cui sia necessario avviare il CD ShadowProtect per eseguirlo dal Recovery Environment (Ambiente di ripristino). Se l'avvio è stato eseguito con l'opzione Recommended (Consigliato, Ambiente di ripristino Vista), è possibile caricare dinamicamente i driver di archiviazione richiesti fornendo la directory in cui si trovano i driver. I file dei driver per il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) devono essere driver per Windows 7/2008R2 x86 a 32 bit nel formato .inf e .sys. I driver di archiviazione devono essere nel formato textsetup.oem per essere caricati nel Legacy Recovery Environment (Ambiente di ripristino legacy). Contattare il Supporto tecnico StorageCraft (inviare un messaggio di posta elettronica a support@storageCraft.com) e identificare tali driver in modo che possano essere inclusi nelle build successive di ShadowProtect.

ShadowProtect Evaluation, il prodotto e i CD di ripristino contengono il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft. Accertarsi di conservare il CD in un luogo sicuro da usare nel caso in cui sia necessario un ripristino bare metal del computer. In tal caso, usare tali CD come disco di avvio per ripristinare un'immagine di backup nel volume di sistema usando Recovery Environment (Ambiente di ripristino). 

 

5. Funzionalità/Miglioramenti

Per un elenco completo di modifiche, consultare anche la Sezione 6 ("Problemi risolti")

ShadowProtect versione 4.2.7 (agosto 2012)

  • Non sono presenti nuove funzionalità per questa versione di manutenzione.  Consultare la Sezione 6 per una descrizione della correzione in questa versione 4.2.7.

ShadowProtect versione 4.2.6 (agosto 2012)

  • Aumentato il numero di driver di terzi (inclusi USB 3.0 e ICHR) per l'uso nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di StorageCraft e nell'HIR.
  • Migliorato il rilevamento di Xen Hypervisor. Ciò consente ad una VM Xen di usare una licenza virtuale ShadowProtect.
  • Migliorato il backup per continuare una catena di immagini con incrementi dopo il ripristino.
  • Aggiunto un meccanismo per abilitare l'installazione push (invisibile all'utente) per forzare un riavvio prima dell'installazione.
  • Prolungato il periodo di prova di ShadowProtect MSP a 15 giorni.

ShadowProtect versione 4.2.5 (aprile 2012)

  • VirtualBoot è stato aggiornato per supportare le versioni VirtualBox fino a 4.1.12.
ShadowProtect versione 4.2.0 (dicembre 2011)
  • È importante che tutti gli utenti che eseguono l'aggiornamento a ShadowProtect 4.2.1 leggano attentamente il materiale nella Sezione 2 "Installazione e aggiornamento di ShadowProtect" nel presente file Leggimi.
  • Sono ora supportate le seguenti lingue: inglese, tedesco, spagnolo, francese, italiano, giapponese, coreano, portoghese (Portogallo), turco e cinese (tradizionale e semplificato).
  • Esistono solo due programmi di installazione per ShadowProtect.  Per ulteriori informazioni, consultare la Sezione 2:"Installazione e aggiornamento di ShadowProtect" del presente documento Leggimi.
  • Il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato), basato su Win7/2008R2 x86 a 32 bit, è ora fornito nel file .ISO (indipendente dall'ambiente Legacy), e tale .ISO supporta tutte le lingue supportate.  Si noti che il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) ora richiede una RAM fisica di 768 MB per funzionare correttamente.  L'ISO dell'ambiente Legacy è disponibile per il download, ma solitamente non è necessario.  Il testo nell'ambiente Legacy è visualizzato solo in inglese.  Si noti che entrambi gli ambienti sono a 32 bit e, pertanto, se si forniscono loro ulteriori driver di archiviazione/rete, sarà necessario usare i driver Win7 o 2008R2 (x86) a 32 bit per il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato), e i driver 2003 o XP (x86) a 32 bit per il Legacy Recovery Environment (Ambiente di ripristino legacy).
  • La funzione VirtualBoot di ShadowProtect ora supporta le versioni di VirtualBox da VirtualBox 3.1.0 fino a VirtualBox 4.1.6 compresa.
  • Il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) dispone ora del supporto sperimentale per iSCSI. Selezionare iSCSI dal menu Tools (Strumenti).

ShadowProtect versione 4.1.5 (maggio 2011)

Non sono presenti nuove funzionalità per questa versione di manutenzione.  Consultare la Sezione 6 per una descrizione della correzione in questa versione 4.1.5.  Se non sono stati riscontrati problemi con l'installazione corrente di ShadowProtect Desktop/Server/SBS Edition 4.1.0, non è necessario eseguire l'aggiornamento a questa versione di manutenzione 4.1.5.

ShadowProtect versione 4.1.0 (febbraio 2011)

  • Per i Managed Service Provider (SPMSP, Provider di servizi gestiti) ShadowProtect fornisce un'opzione di gestione delle licenze basata sugli abbonamenti. SPMSP ha le seguenti caratteristiche:
    •  "È possibile installare questo singolo programma di installazione in piattaforme Desktop, Server e SBS.
    • Quando si esegue l'aggiornamento da una versione precedente di ShadowProtect Desktop/Server/SBS Edition a SPMSP, innanzitutto *disattivare* (ma non disinstallare) l'installazione di Desktop/Server/SBS Edition, prima di eseguire l'aggiornamento a SPMSP.  Non è necessario disinstallare l'installazione precedente di Desktop/Server/SBS Edition prima di installare SPMSP, ma piuttosto funzionerà un'operazione di *aggiornamento* dell'installazione, ed è consigliata al fine di mantenere le impostazioni preesistenti dei processi.
    • È possibile eseguire l'installazione push di SPMSP, ma non viene attivato automaticamente come parte dell'installazione push.
    • Si suggerisce di attivare SPMSP al momento della configurazione dei processi iniziali.
    • Per ottenere i codici di licenza di SPMSP, è necessario che i partner accedano al Portale partner di StorageCraft all'indirizzo: http://www.storagecraft.com/partner_programs.php
  • La ShadowProtect Small Business Server (SBS) Edition ora supporta Windows Server 2008 R2 Foundation.
  • Quando si usano processi di backup settimanalmente oppure mensilmente e si replicano in un percorso su disco o rete locale, le catene di immagini rimosse dal mantenimento di ShadowProtect saranno anche rimosse da ImageManager dalle cartelle di replica locali e di rete.
  • VirtualBoot è stato aggiornato per supportare VirtualBox 4.0.2 e 4.0.4.  Tuttavia, il VirtualBox 4.0.0 precedente non usa correttamente i plug-in di terzi, quindi VirtualBoot non supporterà mai VirtualBox 4.0.0.
  • VirtualBoot sospende (disabilita) automaticamente i processi di backup nella VM, quando crea una nuova VM. Se gli utenti desiderano continuare ad eseguire backup nella VM, devono usare la GUI di ShadowProtect nella VM per riprendere il/i processo/i nella VM (e accertarsi che l'oggetto di destinazione di rete del/i processo/i abbia le credenziali corrette e punti all'attuale percorso delle catene di immagini).
  • La pianificazione mensile dei backup di ShadowProtect ora supporta gli incrementi infragiornalieri.  In precedenza, con questo particolare tipo di pianificazione era possibile eseguire solo un incremento al giorno.
  • Tutte le pianificazioni dei backup pianificati (settimanalmente, mensilmente e incrementali continue) ora generano automaticamente file SPK (chiave password), per l'uso da parte di ImageManager con file di immagini di backup crittografate. Gli utenti non devono più generare manualmente il file SPK per le immagini di backup crittografate.
  • L'installazione di ShadowProtect ora include lo strumento SPDiagnostics che può raccogliere informazioni dettagliate su un'installazione di ShadowProtect. Le informazioni ottenute da SPDiagnostics sono utili per risolvere i problemi e raccogliere informazioni per il Supporto StorageCraft.
  • Il Recovery Environment (Ambiente di ripristino) ora dispone di un'opzione che consente agli utenti di modificare il layout della tastiera di sistema nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) avviato.
  • Il CD del Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di ShadowProtect non include più gli eseguibili dei programmi di installazione push.  Questa modifica è stata necessaria per garantire che il file .ISO possa entrare nel CD-R standard.  Per ottenere i file dei programmi di installazione push, visitare: http://www.storagecraft.com/software_update.php
  • ShadowProtect 4.1.0 è rilasciato nelle versioni inglese, giapponese, francese, tedesco e portoghese del Portogallo.

ShadowProtect versione 4.0.5 (dicembre 2010)

  • Il Recommended Recovery Environment (Ambiente di ripristino consigliato) (Ambiente di ripristino Scelta consigliata) si basa ora su una build WinPE di base pulita di Windows Server 2008R2, che dispone di un eccellente supporto predefinito per i dispositivi. Non viene installato automaticamente alcun driver aggiuntivo di terzi.  Piuttosto, tutti gli ulteriori driver di archiviazione/rete/di altro tipo di terzi (inclusi i driver per varie VM) si trovano nella directory Additional_Drivers nel CD di Recovery Environment (Ambiente di ripristino) e devono essere caricati manualmente, se necessario, utilizzando la voce di menu TOOLS (STRUMENTI) -> LOAD DRIVERS (CARICA DRIVER).  Nelle build future, qualsiasi modifica al contenuto della directory Additional_Drivers sarà annotata nel file ChangeLog.txt contenuto all'interno della directory Additional_Drivers.  Lo scopo dell'utilizzo di WinPE di base pulito era l'eliminazione di alcuni conflitti di driver che si stavano verificando (per cui un driver di terzi inserito avrebbe rivendicato erroneamente la proprietà di un hardware che, in realtà, non supporta).
  • VirtualBoot è stato aggiornato per supportare le versioni di VirtualBox da 3.1.0 a 3.2.12 (in precedenza supportava da 3.1.0 a 3.2.6).  Quando VirtualBoot.exe viene eseguito, verrà visualizzata la richiesta di aggiornare automaticamente i file dei plug-in di VirtualBoot-VirtualBox, se è stato eseguito l'aggiornamento a VirtualBox 3.2.8, 3.2.10 o 3.2.12.  Tuttavia, se si esegue l'aggiornamento di VirtualBox a 3.2.8, 3.2.10 o 3.2.12, e si dispone di VM VirtualBoot-VirtualBox preesistenti create con una versione precedente di VirtualBoot, e *non* è stato eseguito VirtualBoot.exe, allora sarà necessario aggiornare i file dei plug-in manualmente affinché le VM funzionino con la versione più recente di VirtualBox, copiando i file dei plug-in corretti (VBoxHDDXSP.dll, sbimageapi.dll e sbimageapi.dll.conf) dalla directory Program Files (x86)\StorageCraft\ShadowProtect\VirtualBootVBoxPlugin\ForVBox3.x.x alla directory Program Files\Oracle\VirtualBox.  Per scegliere i file dei plug-in corretti da copiare manualmente nella directory di VirtualBox, se è stato eseguito l'aggiornamento a VirtualBox 3.2.8 copiare i file dei plug-in dalla directory ForVBox3.2.8, oppure se è stato eseguito l'aggiornamento a VirtualBox 3.2.10 o 3.2.12 allora copiare i file dei plug-in da ForVBox3.2.10.  Se si sta usando una versione a 32 bit di Windows, allora la versione a 32 bit di VirtualBox viene installata ed è necessario copiare la versione "32BitX86" dei file dei plug-in.  Altrimenti, se si sta usando una versione a 64 bit di Windows, il programma di installazione di VirtualBox installerà eseguibili a 64 bit e quindi sarà necessario copiare la versione "64BitX64" dei tre file dei plug-in, sovrascrivendo i tre file dei plug-in precedenti nella directory di VirtualBox.  Si noti che è necessario chiudere tutte le finestre di VirtualBox (ed accertarsi che non siano in esecuzione processi di VirtualBox o VBoxSvc nell'elenco processi in Gestione attività) prima di sovrascrivere i tre file dei plug-in precedenti nella directory VirtualBox con i nuovi tre file dei plug-in.  La tabella seguente descrive le versioni di VirtualBox che sono supportate dalle versioni diverse dei file dei plug-in:

File dei plug-in VirtualBoot  |  Versione di VirtualBox supportata

---------------------------------------------------------

ForVBox3.1.0                    |  3.1.0, 3.1.2, 3.1.4, 3.1.6

ForVBox3.1.8                    |  3.1.8

ForVBox3.2.0                    |  3.2.0, 3.2.2, 3.2.4, 3.2.6

ForVBox3.2.8                    |  3.2.8

ForVBox3.2.10                  |  3.2.10, 3.2.12

 

ShadowProtect versione 4.0.1 (luglio 2010)

  • La procedura guidata di ripristino nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) è stata migliorata per ridurre la confusione.
  • Sono stati apportati numerosi miglioramenti a VirtualBoot.  VirtualBoot ora supporta le versioni di VirtualBox x86/x64 3.1.0 - 3.2.6.  VirtualBoot richiederà ora un aggiornamento automatico di file dei plug-in di VirtualBoot più compatibili (VBoxHDDXSP.dll, SBImageAPI.dll e SBImageAPI.dll.conf) nei casi in cui è stato installato un plug-in precedente o incompatibile nella directory di VirtualBox.  Tali incompatibilità possono verificarsi quando gli utenti eseguono l'aggiornamento da una versione supportata di VirtualBox ad una versione supportata più recente di VirtualBox (che probabilmente necessita di una versione diversa di tali file dei plug-in).  VirtualBoot ora crea VM che usano file .VDI nativi di VirtualBox (scritti da VirtualBox stesso) per archiviare le scritture sui dischi delle VM, piuttosto che i file .SPWB (che non erano a prova di arresto anomalo).  Questi file .VDI resistono agli arresti anomali e, pertanto, si riducono o eliminano le situazioni in cui la VM creata da VirtualBoot non è avviabile dopo situazioni in cui l'host si è bloccato o i processi di VirtualBoot (VirtualBox.exe o VBoxSVC.exe) si sono bloccati.  Si consiglia, agli utenti che usano VirtualBoot per scenari di failover, di continuare i backup incrementali nella VM per proteggere gli eventuali nuovi dati.  Inoltre, ora che VirtualBoot usa i file .VDI per archiviare le scritture sui dischi della VM, l'uente noterà che, allo spegnimento della VM, VirtualBox fornisce l'opzione di "Restore current snapshot to 'VirtualBoot'" (Riprostinare l'istantanea corrente a 'VirtualBoot')."  *NON* SELEZIONARE QUESTA CASELLA!  La selezione di questa casella consentirà alla VM di eliminare tutte le scritture eseguite nella VM dalla creazione.  Se si intende ripristinare la VM allo stato di creazione, allora selezionare questa casella.
  • I collegamenti della Guida del prodotto ora fanno riferimento alla Guida in linea.  Per gli utenti che desiderano avere una Guida locale, è ancora disponibile e si trova nel CD del Recovery Environment (Ambiente di ripristino).

ShadowProtect versione 4.0.0 (aprile 2010)

  • La funzionalità HeadStart Restore (HSR) è stata aggiunta al Recovery Environment (Ambiente di ripristino) di ShadowProtect.  HSR rende possibile iniziare il ripristino di una catena di immagini di backup mentre si stanno ancora creando nuovi incrementi nella stessa catena di file di immagini di backup .  HSR può applicare nuovi incrementi che sono stati *creati dopo* che è stata avviata la stessa operazione di HRS.  HSR nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) supporta i volumi di destinazione con una lettera di unità.  HSR può ricominciare da dove aveva interrotto.
  • L'interfaccia della console di ShadowProtect ora include la scheda di gestione in cui gruppi di agenti multipli possono essere gestiti (e visualizzati gli stati) simultaneamente, all'interno di un'unica visualizzazione.  Questa funzionalità inoltre supporta un'installazione push invisibile all'utente del prodotto ShadowProtect in host di destinazione.
  • L'installazione della console di ShadowProtect ora include VirtualBoot, una funzionalità che rende possibile avviare direttamente un'immagine di backup di ShadowProtect all'interno di una VM di Sun VirtualBox senza il bisogno né di ripristinare il file di immagine né di convertire l'immagine di backup in un altro formato di file.  VirtualBoot supporta volumi di dati più grandi di 2 TB, e i backup di ShadowProtect nella VM possono continuare a generare incrementi veloci nella stessa catena di file di immagini, proteggendo qualsiasi nuovo dato creato nella VM.  La combinazione di HeadStart Restore (HSR) e VirtualBoot rende possbile la diminuzione di finestre di inattività per failover/failback/aggiornamento/migrazione/ripristino a pochi *minuti* invece che *giorni* quando ci si occupa di terabyte di dati.
  • La procedura guidata dello strumento di creazione delle immagini di backup supporta la conversione di file di immagini di backup di ShadowProtect nei file dei dischi delle macchine virtuali .VMDK o .VHD.
  • Il Boot Configuration Tool (Strumento di configurazione dell'avvio) nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) è stato migliorato.  Ora supporta l'assegnazione di lettere d'unità permanenti assegnate ad un qualsiasi volume per un dato sistema operativo.
  • Le operazioni di ripristino interrotte possono essere nuovamente riprese da dove si erano lasciate.  Ciò vale per le normali operazioni di ripristino, come anche per le operazioni di HeadStart Restore avanzate.

6.Problemi risolti

Per un elenco completo delle modifiche, consultare anche la Sezione 5 "Funzionalità/Miglioramenti".

ShadowProtect versione 4.2.7 (agosto 2012)

  • Corretto un bug in cui alcune circostanze potevano causare un errore di VirtualBoot.

ShadowProtect versione 4.2.6 (agosto 2012)

  • Corretto un problema in modo che l'HIR possa continuare la catena di immagini nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) in caso di errore di migrazione.
  • Corretto un bug per cui due macchine che eseguivano il backup della stessa catena di immagini potevano occasionalmente causare la perdita di dati.
  • Corretto un bug per cui la capacità di includere più incrementi giornalieri con un processo di backup mensile non stava funzionando.
  • Corretto un bug in cui l'enumerazione delle immagine in sbimageapi.dll poteva causare un errore se i file di immagine venivano enumerati su una condivisione, locale per l'host della condivisione, che avrebbe dunque causato errori di montaggio o di VirtulBoot.
  • Corretto un bug nella procedura guidata di divisione dei file di immagine in cui veniva generato un errore ogni volta che veniva inserito un ‘1’.
  • Corretto un bug per cui un aggiornamento riuscito da una licenza perpetua ad un MSP faceva sì che Windows avviasse erroneamente "Risoluzione problemi compatibilità programmi".

ShadowProtect versione 4.2.5 (aprile 2011)

  • VirtualBoot è stato aggiornato in modo da supportare versioni di VirtualBox fino a 4.1.12.
  • Corretto un bug nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) laddove selezionando le impostazioni locali poteva essere modificato il clock di sistema. 
  • Corretto un bug in cui i file MD5 non venivano creati per i backup in condivisione di rete.
  • Corretto un bug in cui la procedura guidata di backup si bloccava selezionando una destinazione di rete.
  • Corretto un bug in cui un ripristino HIR ad un nuovo hardware disattivava il prodotto.
  • Corretto un bug in cui la procedura guidata di backup a volte si bloccava qualora l'oggetto di destinazione diveniva inaccessibile.
  • Corretto un bug in cui la console 4.2.1 non creava un processo di backup in un agente 4.1.5.
  • Corretto un bug per cui un messaggio di errore in inglese veniva visualizzato in francese.
  • Corretto un errore per cui alcuni messaggi di registro CT, CS e KO venivano visualizzati in inglese.
  • Corretto un bug per cui occasionalmente l'installazione di un aggiornamento in un sistema a 64 bit non aggiornava in maniera appropriata i file dei driver delle istantanee stcvsm.sys e sbmount.sys.
  • Aggiunta l'accettazione dell'EULA per SPDiagnostic all'installazione, laddove necessario.
  • Aggiunta una finestra di dialogo di informazione al programma di installazione per avvertire l'utente che l'aggiornamento si potrebbe disattivare il prodotto e richiedere la riattivazione.
  • Menu Start riorganizzato in modo da riflettere il nuovo marchio.
  • Corretto un bug per cui la modifica dell'installazione disattiverebbe il prodotto.
  • Corretto un bug per cui sbimgmnt.dll non era installato in modo appropriato, dando come risultato che le estensioni shell del clic con il pulsante destro del mouse non si visualizzavano correttamente.
  • Corretto un bug per cui il vecchio stcvsm.sys non veniva pulito all'aggiornamento.
  • Corretto un bug per cui dll satelliti 4.1.5 non venivano puliti all'aggiornamento, causando errori di runtime occasionali.
  • Corretto un bug per cui un problema di compatibilità noto con Acronis True Image causava un errore nell'installazione aggiungendo una finestra informativa al programma di installazione, che informa l'utente della causa dell'errore.
  • Corretto un bug per cui in determintate circostanze la disinstallazione poteva rimuovere file aggiuntivi che non dovevano essere cancellati. 
  • Corretto un bug per cui la disinstallazione lasciava chiavi di registro non necessarie.
  • Incluse traduzioni abbondantemente aggiornate per tutte le lingue di spedizione in base al feedback del partner del Paese, incluse modifiche di elementi dell'interfaccia utente per eliminare istanze di stringhe troncate.
ShadowProtect versione 4.2.0 (dicembre 2011)
  • È importante che tutti gli utenti che eseguono l'aggiornamento a ShadowProtect 4.2.1 leggano attentamente il materiale nella Sezione 2 "Installazione e aggiornamento di ShadowProtect" del presente file Leggimi.
  • Tre bug sono stati corretti nel driver delle istantanee stcvsm.sys.1) È stato risolto un bug di analisi NTFS raro che ha dato luogo ad un BSOD. 2) È stato corretto un bug che causava l'errore della primissima istantanea dopo un'installazione iniziale (si verificava dunque un tentativo riuscito). 3) È stato corretto un bug intermittente che dava luogo a errori "-2 file not found" (-2 file non trovato) all'accesso all'istantanea, in seguito alla creazione riuscita dell'istantanea.
  • È stato corretto un bug che impediva alla navigazione da sola tastiera delle procedure guidate di backup e ripristino all'interno dell'interfaccia del Recovery Environment (Ambiente di ripristino).
  • È stato corretto un bug dove backup su disco LBD (i dischi LBD hanno 4096 byte per settore, e li segnalano al SO, mentre i dischi Advanced Format hanno 4096 byte per settore, ma segnalano 512 al SO; non vi erano problemi con i dischi Advanced Format) venivano divisi in diversi file divisi.

ShadowProtect versione 4.1.5 (maggio 2011)

  • È stato corretto un bug che causava l'utilizzo elevato di CPU e rete se un backup di un oggetto di destinazione diveniva inaccessibile.

ShadowProtect versione 4.1.0 (febbraio 2011)

  • È stato corretto un bug nel Legacy Recovery Environment (Ambiente di ripristino Legacy) nel quale lettere d'unità non venivano trovate per nuove partizioni. Gli utenti visualizzavano qualcosa tipo "*:" nella mappa di dischi invece di "E:" per una nuova partizione, causando confusione e scenari d'utilizzo potenzialmente pericolosi.
  • Tutte le versioni (esistono tre diverse versioni a supporto delle diverse versioni di VirtualBox) del plug-in di VirtualBoot spedite con ShadowProtect 4.1.0 sono state corrette per supportare in modo appropriato scenari in cui la VM ha dischi in un controller in cui la "Cache di I/O dell'host" è disabilitata.  Questa situazione si verifica se sono necessari più di tre hard disk all'interno della VM in modo da contenere i volumi importati; i dischi aggiuntivi verranno posizionati su un adattatore SCSI della VM in modalità diversa da cache di I/O dell'host.  Prima di questa correzione, i dischi nel controller SCSI LSI della VM apparivano non inizializzati all'interno della VM.
  • I problemi con l'interfaccia della procedura guidata dello strumento di conversione delle immagini nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) sono stati risolti.

ShadowProtect versione 4.0.5 (dicembre 2010)

  • Corretti i problemi nel programma di installazione che, in versioni precedenti, dava luogo a interruzioni durante la disinstallazione o l'aggiornamento dell'installazione.
  • Corretto il codice che seleziona la catena dei file di immagine più breve per il ripristino o il montaggio, che stava utilizzando catene più lunghe provocando operazioni più lente o non riuscite
  • Corretta un'interruzione all'avvio di console/GUI di ShadowProtect.exe
  • Aggiunta la registrazione eventi in casi in cui i rapporti tramite posta elettronica non vengano inviati correttamente.
  • Corretto un problema che impediva la rimozione di unità di dispositivi rimovibili utilizzati come destinazioni di backup
  • Corretto un problema nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) che impediva agli utenti di specificare un file .HSR quando si riprendeva un'operazione di ripristino interrotta
  • Corretto un problema nel servizio ShadowProtect che causava l'immediata ripianificazione e ripresa di processi non riusciti
  • Corretto un problema con la codifica dei caratteri per le notifiche di email giapponesi
  • Corretto un problema che poteva causare il fallimento di un backup incrementale "DiffGen" con un errore "Access Denied" (Accesso negato).
  • Corretto un problema nel Recovery Environment (Ambiente di ripristino) che portava alla chiusura dell'interfaccia utente cliccando il pulsante destro di una destinazione in un ripristino guidato

ShadowProtect versione 4.0.1 (luglio 2010)

  • Risolto un raro arresto anomalo dell'interfaccia/GUI di ShadowProtect (ShadowProtect.exe) all'avvio
  • Risolto un problema con il valore calcolato del tempo rimanente nel Legacy Recovery Environment (Ambiente di ripristino Legacy)
  • Corretta la funzionalità di ricerca all'interno della guida di ShadowProtect
  • Corretto un problema dove le notifiche tramite posta elettronica del processo di backup mostravano lo stesso tempo per entrambi i tempi del processo di inizio e del processo di chiusura
  • Risolto un problema con incompatibilità di VirtualBoot con VirtualBox 3.1.8 e 3.2.0.  La funzionalità VirtualBoot in ShadowProtect 4.0.1 adesso è compatibile con le versioni 3.1.0, 3.1.2, 3.1.4, 3.1.6, 3.1.8, 3.2.0, 3.2.4 e 3.2.6 di VirtualBox.

ShadowProtect versione 4.0.0 (aprile 2010)

  • Una correzione è stata apportata per eliminare alcuni errori (Avviso NTFS 57 ed Errore NTFS 137) innocui (che tuttavia confondevano) del registro eventi .

 

7. Problemi noti

  • I montaggi di immagini scrivibili archiviate nei dischi LBD non riusciranno. Tuttavia, i montaggi in sola lettura di immagini archiviate nei dischi LBD funzioneranno.  VirtualBoot al momento non può avviare un file di immagine se questo è archiviato in un disco LBD.
  • Quando si utilizza lo strumento di conversione delle immagini per convertire un file VMDK, il percorso del file per il file VMDK non può contenere caratteri non ANSI. Questa è una limitazione fondamentale delle librerie VMware VDDK utilizzate da ShadowProtect per scrivere nel file VMDK.
  • Se non ci sono impostazioni locali sul proprio sistema per la lingua selezionata nell'installazione guidata di ShadowProtect, è possibile che ShadowProtect non funzioni correttamente. 

8. Codice sorgente CDDL

I file VBoxHDDXSP.dll di ShadowProtect sono stati creati utilizzando in parte un codice CDDL concesso in licenza non modificato.  La stessa licenza CDDL e tutti i codici sorgente CDDL concessi in licenza a cui si fa riferimento sono disponibili al seguente indirizzo:

 

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